Bere molta acqua per un assistente bagnanti può fare danni?

Bere molta acqua per un assistente bagnanti può fare danni?

Bere molta acqua per un assistente bagnanti può fare danni?

Un errore che, scommetto, abbiamo fatto tutti!

Ogni anno migliaia di assistenti bagnanti si trovano sui nostri litorali a espletare il servizio di sorveglianza balneare. Ore al caldo e sotto il sole, è inevitabile è giusto che si beva molta acqua, ma che acqua beviamo?

 

Bottigliette di plastica

Secondo un rapporto preparato dal Beverage Marketing Corporation, l’Italia con 196 litri l’anno pro capite è stata il terzo stato al mondo per il consumo d’acqua in bottiglia pro capite. Quindi viene da pensare che molti di noi assistenti bagnati scelgano la bottiglia di plastica come scorta idrica estiva, ma vediamo se conviene oppure no?

Molto spesso si paga per dell’acqua che non è nient’altro acqua di rubinetto! Contrariamente a quello che dice l’industria di imbottigliamento dell’acqua, solo una piccola parte di acqua in bottiglia proviene da sorgenti o fonti sotterranee: una parte considerevole del loro prodotto viene trattato dal rubinetto.

 

La plastica è sana?

La plastica delle bottiglie viene spesso lasciata sotto il sole per diverse ore nelle fasi di stoccaggio o trasporto. Questa esposizione unitamente al contatto diretto con la plastica può portare al disciogliersi nell’acqua di sostanze nocive tra cui il Bisfenolo A o BPA. Non sono ancora certi i danni che questa sostanza, presente tra l’altro anche nei cibi in latta, causi all’uomo. Probabili danni al fegato e ai reni, pericoli per lo sviluppo del feto e del neonato, oltre che per il sistema endocrino, sono soltanto alcune delle conseguenze negative che potrebbero essere legate all’esposizione del nostro organismo al Bpa. Negli Stati Uniti giunge un nuovo studio, che pone in correlazione bisfenolo A e cancro.

 

Danni Plastica sulla naturaPlastica il killer dei mari

Una delle caratteristiche peggiori della plastica è quella di decomporsi in piccoli frammenti e di disperdersi nell’ambiente. Il mare fa da ricettacolo per questi frammenti. Queste parti, dette microplastica, vengono ingerite dagli organismi marinibloccandone l’apparato digerente e causandone la morte. Per organismi marini non si inendono solo i pesci ma anche uccelli, rettili e mammmiferi.

Se questo vi sembra slegato da un’assistente bagnanti pensiamo che una bottiglia vuota pesa 26 grammi. Ora immaginiamo che un assistente bagnanti consumi 2 litri d’acqua in 4 bottigliette da 0,5 liti. Quattro al giorno per 153 giorni di lavoro (maggio-settembre) sono 3900 grammi di plastica. Quasi 4 Kg! Moltiplichiamo per una decina di assistenti bagnanti su un litorale medio sono quasi 40 kg di rifiuti di plastica che vengono prodotti. Si può ovviamente parlare di riciclo ma consumare meno plastica risolverebbe il problema alla radice.

 

Riempire più volte la stessa bottiglietta di plastica?

No! Riutilizzare più volte una bottiglia la usura e aumenta il rilascio di sostanze nocive all’interno dell’acqua che beviamo.

La soluzione!

Più semplice di ciò che si pensi, cara vecchia acqua di rubinetto in una borraccia di alluminio o meglio ancora in una bottiglia di vetro. Alcune persone sono preoccupate per l’alluminio. Il motivo è che esposto all’aria si forma un sottile strato di ossido di alluminio. Questo stato di ossido è insolubile quindi impedisce all’aria e all’ossigeno di reagire con gli strati di metallo sotto all’ossido.
Questo significa che la quantità di alluminio che dall’involucro passa all’acqua è necessariamente minima, se non nulla. Il vetro invece è inerte.

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