Corsi primo soccorso aziende gruppo B: un approfondimento

Corsi primo soccorso aziende gruppo B: un approfondimento

Cercare di sviluppare un articolo dedicato alle necessità in fatto di primo soccorso rispetto alle aziende di gruppo B.

L’organizzazione del primo soccorso aziendale è organizzata sulla base della classificazione delle aziende in tre gruppi. I gruppi sono A, B e C. A seconda dell`appartenenza di un’azienda o di un’unità produttiva ad un gruppo variano le dotazione minima di primo soccorso oltre che alla formazione richiesta agli addetti. In questo breve approfondimento analizzeremo le aziende di tipo B unitamente alle loro specifiche necessità.

Che cos’è un`azienda di tipo B?

Dobbiamo capire, prima di addentrarci nella materia, cosa si intende con la classificazione di un`azienda nel gruppo B. Un azienda di questo tipo deve avere almeno 3 lavoratori e ovviamente non deve rientrare nel gruppo A. In genere nel gruppo A rientrano attività particolari che non sono di interesse di questo intervento. Rientrano nel gruppo B anche le aziende di 3 o più lavoratori il cui gruppo di tariffa presenta un indice infortunistico di inabilità permanente non superiore a 4. Questi indici di tariffa sono stabiliti da INAIL e si possono reperire sul loro sito al link https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prevenzione-e-sicurezza/promozione-e-cultura-della-prevenzione/indici-di-frequenza-inabilita-permanente.html

Chi stabilisce il gruppo di appartenenza di un`azienda?

Il datore di lavoro ha come obbligo di identificare la categoria di appartenenza, se espressamente richiesto o se vi sono dei dubbi in merito deve fare riferimento ad un medico competente del lavoro. In caso l`azienda operi in categorie con più gruppi di rischio si classificherà l`azienda in maniera conservativa includendola cioè nella categoria di rischio più alta.

Quali sono le dotazioni che un`azienda appartenente al gruppo B deve avere?

1- Una cassetta di pronto soccorso con le dotazioni minime previste dal Decreto del Ministero della Salute 15 luglio 2003, n. 388

CONTENUTO MINIMO DELLA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO

Guanti sterili monouso (5 paia).
Visiera paraschizzi
Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1).
Flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro – 0, 9%) da 500 ml (3).
Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10).
Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2).
Teli sterili monouso (2).
Pinzette da medicazione sterili monouso (2).
Confezione di rete elastica di misura media (1).
Confezione di cotone idrofilo (1).
Confezioni di cerotti di varie misure pronti all’uso (2).
Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2).
Un paio di forbici.
Lacci emostatici (3).
Ghiaccio pronto uso (due confezioni).
Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2).
Termometro.
Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.

2- Un sistema idoneo per allertare il Servizio Sanitario Nazionale, presente in azienda.

3- Sempre nel Decreto Legge si specifica che nelle aziende o unità produttive che hanno lavoratori che prestano la propria attività in luoghi isolati, diversi dalla sede aziendale o unità produttiva, il datore di lavoro è tenuto a fornire loro il pacchetto di medicazione di cui all’allegato 2, ed un mezzo di comunicazione idoneo per raccordarsi con l’azienda al fine di attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.

CONTENUTO MINIMO DEL PACCHETTO DI MEDICAZIONE

Guanti sterili monouso (2 paia).
Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1).
Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1).
Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1).
Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3).
Pinzette da medicazione sterili monouso (1).
Confezione di cotone idrofilo (1).
Confezione di cerotti di varie misure pronti all’uso (1).
Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1).
Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1).
Un paio di forbici (1).
Un laccio emostatico (1).
Confezione di ghiaccio pronto uso (1).
Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1).
Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa
del servizio di emergenza.

Quali requisiti e formazione devono avere gli addetti al pronto soccorso delle aziende del gruppo B?

La tabella presente nel Decreto del Ministero della Salute 15 luglio 2003, n. 388 prevede quanto segue

Allegato 4

OBIETTIVI DIDATTICI E CONTENUTI MINIMI DELLA FORMAZIONE DEI LAVORATORI

DESIGNATI AL PRONTO SOCCORSO PER LE AZIENDE DI GRUPPO B E C
OBIETTIVI DIDATTICI PROGRAMMA

TEMPI

Prima giornata MODULO A totale n. 4 ore
Allertare il sistema di soccorso

a) Cause e circostanze dell’infortunio (luogo dell’infortunio, numero delle

persone coinvolte, stato degli infortunati, ecc.);

b) comunicare le predette informazioni in maniera chiara e precisa ai

servizi di assistenza sanitaria di emergenza

Riconoscere un’emergenza sanitaria

1) Scena dell’infortunio:

a) raccolta delle informazioni;

b) previsione dei pericoli evidenti e di quelli probabili;

2) Accertamento delle condizioni psicofisiche del lavoratore infortunato:

a) funzioni vitali (polso, pressione, respiro);

b) stato di coscienza

c) ipotermia e ipertermia;

3) Nozioni elementari di anatomia e fisiologia dell’apparato

cardiovascolare e respiratorio.

4) Tecniche di autoprotezione del personale addetto al soccorso.

Attuare gli interventi di primo soccorso

1) Sostenimento delle funzioni vitali:

a) posizionamento dell’infortunato e manovre per la pervietà delle prime

vie aeree;

b) respirazione artificiale;

c) massaggio cardiaco esterno;

2) Riconoscimento e limiti d’intervento di primo soccorso:

a) lipotimia, sincope, shock;

b) edema polmonare acuto;

c) crisi asmatica;

d) dolore acuto stenocardico

e) reazioni allergiche

f) crisi convulsive;

g) emorragie esterne post-traumatiche e tamponamento emorragico

Conoscere i rischi specifici

dell’attività svolta

Seconda giornata MODULO B totale n. 4 ore

Acquisire conoscenze generali sui

traumi in ambiente di lavoro

1) Cenni di anatomia

2) Lussazioni, fratture e complicanze

3) Traumi e lesioni cranio-encefalici e della colonna vertebrale

4) Traumi e lesioni toraco-addominali

Acquisire conoscenze generali sulle

patologie specifiche in ambiente di

lavoro

1) Lesioni da freddo e da calore

2) Lesioni da corrente elettrica

3) Lesioni da agenti chimici

4) Intossicazioni

5) Ferite lacero contuse

6) Emorragie esterne

Terza giornata MODULO C totale n. 4 ore

Acquisire capacità di intervento

pratico

1) Principali tecniche di comunicazione con il sistema di emergenza del

SSN

2) Principali tecniche di primo soccorso nelle sindromi cerebrali acute

3) Principali tecniche di primo soccorso nella sindrome di insufficienza

respiratoria acuta

4) Principali tecniche di rianimazione cardiopolmonare

5) Principali tecniche di tamponamento emorragico

6) Principali tecniche di sollevamento, spostamento e trasporto del

traumatizzato

7) Principali tecniche di primo soccorso in casi di esposizione

accidentale ad agenti chimici e biologici

Addetto primo soccorso: ecco cosa non è tenuto a fare.

Il concetto di questo intervento non è promuovere il non agire a scapito dell’infortunato, bensì fornire un elenco delle cose che non si è tenuti a fare come addetti di primo soccorso aziendale. Non fare delle azioni che non si è tenuti a fare equivale, in un certo senso, a fare esattamente ciò che si è tenuti a fare!

Spostare l’infortunato

Come addetti al primo soccorso aziendale non siete tenuti a spostare l’infortunato se non vi sono ambientali che possono mettere a repentaglio la vostra o la sua incolumità o vita, potete tranquillamente agire contattando il servizio d’emergenza e stabilizzando il paziente dove si trova.

Correre dei rischi

Essere un addetto al primo soccorso aziendale non significa essere un professionista del soccorso. Non si è pertanto tenuti ad esporsi a dei rischi che possano mettere a rischio l’incolumità o la vita.

Farsi prendere dal panico

Sembrerà forse inverosimile ma da un addetto al primo soccorso aziendale ci si aspetta che oltre a riconoscere un infortunio lo sappia gestire nelle possibilità e nelle competenze apprese durante il corso di formazione. Questo comporta indissolubilmente che sia in grado di gestire lo stress di trovarsi a fronteggiare un problema e che quindi no si faccia prendere dal panico.

Agire senza il consenso dell’infortunato

Sembra paradossale ma chi è in difficoltà deve dare il consenso a farsi aiutare. Ovviamente per emergenze in cui l’infortunato non sia in grado di esprimere il consenso l’addetto al primo soccorso può procedere con quanto appreso al corso di formazione, pensiamo ad esempio ad una vittima incosciente.

Dare medicinali

Un addetto al primo soccorso non è tenuto in alcun modo a somministrare farmaci. Doveroso ricordare che somministrare un farmaco può avere conseguenze penali. Va anche ricordato che aiutare qualcuno ad autosomministrarsi un farmaco salvavita è qualcosa di diverso e da farsi.

Fare diagnosi

Un addetto al primo soccorso aziendale non ha conoscenze e strumenti per eseguire diagnosi, attenersi strettamente all’analisi di segni e sintomi senza avventurarsi in diagnosi o opinioni.

Eseguire manovre mediche o infermieristiche

Un addetto al primo soccorso aziendale non è tenuto ad eseguire manovre infermieristiche o mediche per le semplici che possano sembrare. Anche in questo caso si possono incorrere in conseguenze penali.

Considerare morto l’infortunato

Non essendo un medico un addetto al primo soccorso aziendale non è tenuto a considerare morto un infortunato salvo in presenza di lesioni incompatibili con la vita che sono la decapitazione la totale carbonizzazione o l’avanzato stato di decomposizione.

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