Cosa fare in caso di shock anafilattico

Cosa fare in caso di shock anafilattico

Cosa fare in caso di shock anafilattico

Quando si parla di shock nel linguaggio comune si ha la tendenza a riferirsi a qualcosa di emotivo piuttosto che ad una patologia. Se ti stai chiedendo invece quale sia la definizione medica di questa patologia ma soprattutto quale sia il suo trattamento termini di primo soccorso questo breve intervento fa per te.

Definizione di shock

Questo termine indica una mancanza di ossigeno nei tessuti del corpo (ipossia tissutale) dovuta a un calo della pressione sanguigna oppure ad un calo di volume di massa sanguigna circolante. Data questa definizione è intuibile come diverse patologie e situazioni possono far insorgere questo stato.

I tipi di shock:

  1. Shock ipovolemico. Causato da un effettivo minor volume o massa di sangue circolante. Può essere causato da emorragie, ustioni o forte disidratazione.
  2. Shock cardiogeno. Causato da un’incapacità del cuore a pompare il sangue. Può essere causato da molte patologie cardiache.
  3. Shock anafilattico. Come si è visto nel capitolo precedente l’anafilassi è causata da una forte reazione allergica. L’istamina rilasciata dilata infatti i vasi sanguigni (calo pressorio), rende permeabili le pareti dei vasi facendo uscire la parte acquosa del sangue (meno volume di sangue circolante) e fa battere il cuore con meno forza (calo pressione sangue).

Se ti è chiaro la definizione e la causa dello shock possiamo ora addentrarci in quella che è la pericolosità della reazione allergica smisurata che comunemente chiamiamo shock anafilattico o semplicemente anafilassi.

L’anafilassi è senza dubbio una reazione allergica molto pericolosa. Il termine anafilassi significa letteralmente “senza protezione” e, senza dubbio, questa condizione è causata da una sovra reazione dei meccanismi di difesa immunitaria del corpo. Fortunatamente le reazioni di questo tipo sono rare, le più comuni si manifestano in reazione a farmaci come la penicillina, altre invece per punture di insetti o il consumo di cibi come arachidi o frutti di mare.

La sostanza principale che le cellule rilasciano quando individuano un corpo estraneo è l’istamina. Essa se rilasciata in quantità massiva nel corpo è responsabile di diverse reazioni quali:

  1. Dilatazione dei vasi sanguigni.
  2. Contrae i bronchioli e gli alveoli.
  3. Rende le pareti dei vasi sanguigni permeabili causando gonfiore e stato di shock d cui appunto il nome di shock anafilattico.
  4. Indebolisce la forza delle contrazioni cardiache.
  5. Rende la pelle pruriginosa.
  6. Produce rush cutanei.

Segni e sintomi

Per poter intervenire prontamente in un caso di shock anafilattico si deve in primis sapere come riconoscerlo, di seguito riportiamo i segni ed i sintomi più comuni di questa patologia:

  1. Improvviso gonfiore del viso, lingua, labbra, collo ed occhi.
  2. Voce rauca, che si può evolvere in un respiro acuto e sibilante.
  3. Respirazione difficoltosa, ansimante, senso di oppressione toracica.
  4. Polso rapido e debole.
  5. Nausea, vomito, crampi addominali, diarrea.
  6. Prurito alla pelle.
  7. Rush cutaneo.
  8. Agitazione – senso di morte imminente.

Cosa fare

Per prima cosa è necessario non farsi prendere dal panico, fermarsi respirare ed agire. Fondamentale è chiamare i soccorsi al numero 112. Monitorare le funzioni vitali è fondamentale perché lo shock anafilattico potrebbe portare a perdita di coscienza ed arresto cardiocircolatorio pertanto si potrebbe intervenire con un rianimazione cardiopolmonare. Generalmente chi soffre di allergie severe ad alimenti o altro porta con se un farmaco detto Epipenl. Se il malcapitato dovesse averlo con sé è fondamentale aiutarne la auto somministrazione in quanto è un farmaco salvavita. Se qualificati possiamo anche somministrare dell’ossigeno. Di seguito riportiamo uno schema riassuntivo su come trattare lo shock anafilattico tratto dal nostro manuale digitale di primo soccorso acquistabile sul nostro sito e contenente video dimostrativi sulla posizione antishock.

Trattamento dell’anafilassi

SI

  1. chiamare il 112
  2. Favorire l’autosomministrazione dell’adrenalina e se necessario assisterli nell’operazione
  3. Monitorare le funzioni vitali (valutazione primaria) ed eventualmente P.L.S. o B.L.S.D.
  4. Somministrare ossigeno

NO

  1. Somministrare alcolici
  2. Dare da bere
  3. Far fumare il paziente
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