Assetto e galleggiabilità: cosa sono e come ottenerli.

Assetto e galleggiabilità: cosa sono e come ottenerli.

Assetto e galleggiabilità: cosa sono e come ottenerli.

Chi fa subacquea sa che una delle abilità più difficili sono proprio il sapersi mantenere in una determinata quota senza sbracciarsi, senza respirare come un ossesso e soprattutto in una posizione del corpo consona. In questo intervento vedremo i punti su cui si deve lavorare per riuscire a raggiungere livelli di confort tali da permettere di fare questo magnifico sport in sicurezza.

 

Punti di partenza fuori dall’acqua.

Prima di iniziare devi essere convinto dei seguenti punti altrimenti non leggere oltre:

– La zavorra va distribuita non può essere messa tutta in un punto (soprattutto con la muta umida

– “Meglio un kg in più che uno in meno” non va bene! La zavorra deve essere giusta! Kg in più o in meno non devono esserci e sono pericolosi per te e per la vita marina

– Respirare normalmente non significa respirare a pieni polmoni.

– In acqua si sta orizzontali, anche se non sei un Tech Diver!

 

Galleggiamento e assetto sono sinonimi?

No. Per galleggiabilità si intende il risultato che ha la spinta di Archimede sul nostro corpo immerso. Noi possiamo essere con galleggiabilità positiva (in superficie come una boa!), neutra (come un pesce) o negativa (come un sasso). Assetto invece significa la posizione che il nostro corpo assume in acqua rispetto ai tre assi dello spazio, in poche parole verticale orizzontale, affondo destro o sinistro.

Avere un ottimo galleggiamento ma un assetto pessimo è possibile. Mi è capitato spesso vedere gente che mal interpretando gli esercizi dei corsi base crede che “fare il budda” sia sinonimo di avere un buon assetto e un buon galleggiamento! Nessuno si immerge o fa immersioni in quella posizione! Quello è soltanto un ottimo esercizio per la consapevolezza respiratoria.

Andiamo con ordine e analizziamo le due cose separatamente.

 

Assetto e Galleggiabilità

 

Respirare normalmente e galleggiare.

Si sente spesso in subacquea dire che si deve respirare normalmente, ma sappiamo veramente cosa vuol dire questo punto fondamentale? Abbiamo dei punti di riferimento su che cos’è la respirazione normale? Quando respiriamo normalmente a casa se non facciamo attività particolari riempiamo i polmoni circa a metà, 50%. Quando facciamo respiri profondi inaliamo approssimativamente un 80% della nostra capacità mentre quando espiriamo a fondo senza tecniche particolari possiamo considerare di avere un 20% d’aria. Ora quando siamo in acqua la respirazione è inizialmente alterata da fattori emotivi, uso di attrezzature eccetera. Dobbiamo quindi cercare di ritornare ad un respiro normale. Un esempio pratico è quello di mettersi comodi sul divano e respirare normalmente (guardando un film eccetera) e contare gli atti respiratori in un minuto, potete anche far contare da qualcuno senza concentrarvi troppo sul respiro per non alterarlo. Una volta che sapete quanti sono i vostri atti respiratori al minuto potete iniziare a vedere in immersione quanti atti fate e vedere se state facendo delle bolle inutili o se siete troppo tirchi!

Una volta che abbiamo un buon ritmo respiratorio, occupiamoci del galleggiamento. Fissiamo un punto e vediamo se con il 50% di aria in corpo riusciamo a rimanere a livello. Con 80% dovremmo iniziare a risalire lentamente e con il 20% scendere. Un classico esercizio base con un’aggiunta di quanto dovrebbe essere l’aria nei polmoni. Una volta avuta dimestichezza possiamo addirittura provare a fare lo stesso esercizio ad occhi chiusi per basarci sulle sensazioni e slegandoci dal puro e mero riferimento visuale. Questi esercizi sono da provare sotto la supervisione di un esperto/compagno.

 

Il GAV e il suo ruolo nel galleggiamento.

Se avete una giusta pesata il gav lo si userà poco tuttavia se vediamo che con il 50 % d’aria nei polmoni affondiamo anziché alterare il respiro gonfiamo un po’ il gav e otteniamo l’assetto neutro con un respiro normale.

 

La giusta zavorra prova pre immersione per prevedere la pesata.

Per fare un lavoro ottimo dovremmo indossare tutta l’attrezzatura tranne gav e bombole e vedere quanto peso necessitiamo per:

  1. avere gli occhi a livello della superficie con il 50% d’aria nei polmoni,
  2. avere il mento a livello della superficie con 80% d’aria nei polmoni,
  3. affondare leggermente con il 20% d’aria nei polmoni.

Se avete una muta stagna assicuratevi di averla ben sgonfia.

Ora segniamoci il peso (ad esempio 10kg). Ora prendiamo la nostra attrezzatura con una bombola a circa 50 bar e pesiamola in acqua e vediamo il peso. Ora potremmo avere un peso in acqua di 6.kg con una bombola di acciaio. Ora tolgo questi 6 kg dai 10 che mi servivano e ottengo 4 kg di peso che devo portarmi con me che aggiunti ai sei della mia bombola fanno quei 10 kili di cui ho bisogno e che mi sono segnato all’inizio. Potrebbe capitare che la bombola sia positiva con 50 bar e che la tua attrezzatura sia positiva. In quel caso aggiungi il peso necessario a renderla neutra o negativa di un kg. Le prove si fanno con 50 bar perché come sappiamo l’aria nelle bombole ha un peso che viene perso durante l’immersione pertanto se le avessimo pesate a bombole piene avremmo potuto fare l’errore ti togliere troppo peso.

 

Zavorra perfetta a fine immersione: la prova del nove.

Riprendiamo l’esempio precedente, cambio bombola (per non iniziare l’immersione con 50 bar!!) faccio la mia immersione e arrivato a 50 bar sono a fare la mia tappa di rispetto (3 minuti a 5m) ora è il momento di fare la prova del 9 per la zavorra. Sgonfio completamente il gav, e mantengo 50% di ria nei polmoni e devo rimanere stabile. Se invece affondo o devo muovere le mani per restare in assetto vuol dire che sono sovra zavorrato. Tolgo un kg e continuo a togliere o aggiungere kg fino a che ottengo la possibilità di essere neutro con 50% volumetrico positivo con 80% e leggermente negativo con 20%. Trovata la zavorra è meglio scriversela. Questo aiuta a capire se si sta facendo qualcosa di male o se si è agitati, mi è capitato di vedere gente immergersi con 4 kg e poi l’immersione successiva dirmi che non aveva abbastanza peso per scendere, nella maggior parte dei casi o stava respirando male, o aveva ancora aria nel gav o nella muta oppure non si rendeva conto di essere in verticale e di stare pinneggiando!

Assetto nozioni base:

Se riusciamo a galleggiare bene non c’è nulla di più frustrante di avere il corpo che costantemente ci affonda in un punto e ci toglie confort o peggio di fregarcene e continuare l’immersione alzando sedimento e danneggiando la vita marina. Una buona notizia è che nonostante i difetti che dei gav tradizionali stile jacket possono avere rispetto un gav tecnico anche con essi si può ottenere un trim perfettamente orizzontale. Iniziamo con ordine e vediamo i punti su cui lavorare

  1. Posizione del corpo. Il corpo va tenuto come se fossimo un paracadutistAssetto e Galleggiabilitàa, schiena arcuata, braccia rilassate davanti a noi sguardo in avanti a gambe che fanno un angolo di 90° con le cosce. Pinne parallele al fondo.
  2. Senza attrezzatura il nostro baricentro è circa l’ombelico. Se aggiungiamo la respirazione i piombi la bombola vediamo che il nostro corpo è soggetto a delle forze che hanno come risultato la nostra posizione, il nostro assetto, in acqua. Le frecce verdi sono vettori che ci danno spinte in alto in rosso spinte verso il basso.

Nella foto vediamo la cintura dei piombi e la rubinetteria della bombola spingere verso il basso, metre gav/polmoni danno galleggiabilità e la parte bassa della bombola in alluminio tende ad andare in alto quando sotto i 100 bar. Si vede come il risultato complessivo delle forze in gioco obblighi la persona ad avere un assetto con le gambe che scendono.

Questo ci porta a stillare una prima regola: pesi sopra l’ombelico fanno salire le gambe, pesi sotto le fanno scendere.Assetto e Galleggiabilità

  1. Pinne, muta, cappucci alterano l’assetto e la galleggiabilità delle parti del corpo e vanno considerate o usate per raggiungere un buon trim.

 

Come correggere i principali problemi d’assetto.

Il diver della foto precedente come avrebbe potuto correggere l’assetto e alzare i piedi?

  1. Mettersi in posizione corretta. Aiutati che il ciel ti aiuta dicono! Mettersi in posizione da paracadutista avrebbe già messo la persona sulla giusta strada.
  2. Distribuire parte della zavorra sopra l’ombelico.
    1. Mettendo qualche kg nelle tasche del gav. Ricordiamo che dobbiamo essere si in grado di sganciare la zavorra ma non serve tutta! Basta quella tale da farci essere positivi. Ancora una volta, se avete una giusta pesata già avere 2 kg sganciabili mi farà essere positivo.
    2. Mettendo la cintura più in alto sopra le creste iliache. Controllando che i fascioni del gav non interferiscano con l’apertura della cintura, in tal caso posso chiudere il velcro del gav a “x” e lasciare spazio alla fibbia della cintura.
    3. Alzando la posizione della bombola mettendo il rubinetto più vicino alla testa quasi a sfiorarla. In questo modo la rubinetteria spingerà verso il basso ma sopra le spalle così che il nostro baricentro si sposta e fa alzare le gambe.
    4. Usando pinne neutre che con dei calzari in neoprene diventerebbero leggermente positive e aiuterebbero le gambe a pesare meno.

Immaginiamo ora che il nostro amico nella foto avesse un problema opposto ovvero gambe troppo leggere che salgono, problema comune di chi ha la muta stagna. Come avremmo potuto correggerlo?

  1. Mettendo più pesi in cintura.
  2. Abbassando la cintura a livello dei fianchi.
  3. Usando pinne fortemente negative.
  4. Usando un cappuccio e dei guanti grossi. Il neoprene galleggia e mi aggiunge dei vettori di spinta verso l’alto sopra le spalle(testa e mani) che hanno come risultato quello di spostare il baricentro e di abbassare le gambe.

 

Assetto orizzontale cosa serve e quando usarlo.

L’assetto orizzontale va bene sempre in subacquea per spostarsi poiché offre poca resistenza all’avanzamento e tanta alla salita e alla discesa, che è proprio ciò che si vuole quando si nuota. Potremmo e dovremmo prediligere un assetto verticale per salire e scendere a fine ed inizio immersione ma solo negli ultimi metri.

Assetto e Galleggiabilità

L’assetto orizzontale ci fa fare meno fatica da più controllo permettendoci di avere tutto il corpo e i suoi organi alla stessa profondità, il che si sa è producente ai fini dell’assorbimento dell’azoto.

La vita marina non viene danneggiata e non si solleva sospensione.

Ricordati infine che le buone abitudini vanno mantenute e coltivate per non involvere. Controlla il tuo corpo mentre ti immergi, semplicemente metti il mento sul petto, se riesci a vedere dietro di te vuol dire che sei bene in assetto orizzontale, se vedi le tue ginocchia o la superfice no! Fa in modo che manometri e fruste siano aderenti al corpo e non “esplose” attorno a te.

 

Assetto e Galleggiabilità

Ricordati che questi sono solo degli spunti, nulla sostituisce la pratica con istruttori qualificati, ogni didattica offre diversi corsi per ottenere queste abilità che sono fondamentali per esplorare il mare in sicurezza e controllo.

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