Differenza tra subacquea e apnea

Differenza tra subacquea e apnea

Differenza tra subacquea e apnea

Guelfi e Ghibellini, Coca cola e Pepsi, Beatles e Rolling Stones, Nanto e Sacra Scuola di Hokuto! La storia ci ha regalato molti esempi di realtà che, seppur simili, sono in verità molto diverse fra loro. Oggi vi parleremo di qualcosa che potrebbe far impallidire tutti gli esempi fatti in precedenza: subacquea e apnea!

Una sorta di punto di incontro di cane e gatto dove l’acqua fa da comune denominatore. Con questo piccolo intervento cercheremo di spiegarvi in maniera un po’ scherzosa magari esagerando (ma non troppo) le differenze oggettive e soggettive che rendono queste due discipline simili ma non uguali.


Same but different! Chi è stato in Thailandia avrà sicuramente udito questa frase che tradotta in italiano suona come “stessa cosa ma diversa!”. Questo ossimoro vale anche per la subacquea e l’apnea che, seppur simili, sono in realtà concettualmente molto diverse.

Diciamo che l’unica cosa che le due discipline hanno in comune è l’andare in acqua, poi le strade dei due praticanti differiscono sempre più fino, alle volte, al parlare due lingue completamente differenti. Cercheremo quindi di focalizzarci sulla differenza non sole delle attrezzature ma anche della filosofia e dello scopo che ciascun tipo di immersione ha. Come detto in precedenza alcune differenze sono oggettive altre invece sono soggettive, variano perciò da persona a persona, quindi se non siete d’accordo sulle seconde va bene così il mondo è bello perché vario!

Attrezzatura

La principale differenza che fa cambiare l’intero approccio all’immersione tra subacquea e apnea è l’uso della bombola. I subacquei vengono definiti dagli apneisti per l’appunto:  “bombolari”! I subacquei chiamano invece gli apneisti: “apneisti”. Non possono permettersi di prenderli per il culo visto che gli apneisti possono fare ciò che i subacquei fanno ma il viceversa potrebbe, alle volte, essere fatale! Scherzi a parte, l’immersione in apnea non prevede alcun uso di bombole e questo cambia totalmente sia l’approccio dell’immersione sia la necessaria preparazione fisica. Sebbene per praticare in sicurezza entrambi gli sport sia raccomandata una discreta forma fisica, la subacquea ricreativa richiede performance fisiche notevolmente inferiori; perdona, per così dire, un po’ più la forma fisica non proprio smagliante. Se vedete quindi dei panzoni gridare ridere e scherzare che si mettono la muta avrete una buona probabilità di essere di fronte a subacquei; se invece vedete gente che ha fisici un po’ migliori che litiga con delle mute strette insaponandosi per entrare, allora probabilmente sono degli apneisti. Se sei un subacqueo e ti senti offeso allora sai che abbiamo ragione!
Ci sono poi differenze tecniche nelle singole attrezzature che non approfondiremo qui, ma per dover di cronaca sappiate che maschera pinne mute da apnea sono differenti rispetto quelle da sub. L’apnea richiede molta meno attrezzatura rispetto la subacquea. Se infatti per praticare apnea amatoriale bastano pinne, areatore e maschera per la subacquea, anche la più sfigata, dovrete aggiungere almeno bombola, gav ed erogatori.

Sott’acqua

Se sulla terra i subacquei sono dei brutti anatroccoli impacciati, in acqua le cose migliorano, ma di poco! Gli apneisti sono ancora belli e sinuosi, se poi hanno la monopinna arriviamo a livelli da “Ariel spostati proprio!”. Se accantoniamo l’estetica e attendiamo qualche minuto ecco però che gli apneisti se ne tornano in superficie (più o meno di corsa) e la magia della subacquea ha inizio! Il subacqueo di mezza età calmo e tranquillo respira a volontà esplorando ogni centimetro di fondale ben isolato dalla sua muta o dal suo strato adiposo arrogantemente e fieramente coltivato in anni di intervalli di superficie goderecci e conviviali!
Ancora una volta, scherzi a parte, la grande differenza sta nel fatto che il subacqueo respirando sott’acqua può permettersi permanenze sul fondo incomparabili con gli apneisti. Cambia quindi il modo di osservare la vita marina. Il subacqueo può osservare per più tempo facendo “casino” (bolle), l’apneista ha qualche secondo ma i pesci non prendono più di tanto paura.

Quindi chi vince?

All’uscita dell’immersione i subacquei immancabilmente parleranno dicendo “Hai visto il pesce x?” Hai visto la conchiglia y?” E se rivolgeranno la stessa domanda agli apneisti probabilmente questi ultimi non sapranno nemmeno di cosa stanno parlando. Ma allora? Sono gli apneisti dei cretini che si sbattono tanto per andare in acqua per 2 minuti se son bravi? Oppure i subacquei sono solo degli sfigati che senza la loro tonnellata di attrezzatura non riuscirebbero nemmeno a lavarsi il viso la mattina?
La risposta è: son due cose che non ci azzeccano! State confrontando due attività in apparenza simili ma di concetto molto diverse. Un apneista non si immerge nella stessa acqua di un subacqueo anche se si trovano nello stesso punto di immersione. Ogni tuffo in apnea è un tuffo introspettivo che guarda dentro ai propri limiti e capacità, in cui ci si fonde con l’ambiente circostante con la forza di un solo respiro.

La subacquea invece offre la possibilità, attraverso tecnologie semplici ed affidabili, di esplorare profondità e luoghi inaccessibili. Ci dona un superpotere, respirare sott’acqua, che ci permette di osservare, per tempi irraggiungibili dai soli polmoni, i fondali e le creature che li abitano.
In definitiva nessuna attività è meglio dell’altra, sono due approcci differenti allo stesso elemento: l’acqua.  Entrambe possono regalare emozioni uniche, farci crescere sotto il profilo umano e, non meno importante, farci conoscere persone e luoghi nuovi.

Quale scegliere?

La scelta è puramente soggettiva. Sicuramente il consiglio migliore che ci sentiamo di dare è di provarle entrambe e poi decidere quale fa per voi. Certamente la subacquea è inizialmente più fruibile per una persona che non si è mai avvicinata al mondo subacqueo. Basta pensare all’ esperienza del PADI Discover Scuda Diving che non richiede grosse abilità per fare già un’immersione a tutti gli effetti a 12m di profondità. Non è raro però avere persone che dopo un primo approccio subacqueo da “bombolaro”, acquisita confidenza con l’elemento, passino a fare immersioni in apnea per provare sensazioni diverse e nuove.

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