Rinviata la legge sulla diffusione dei defibrillatori che possono salvare vite umane

Rinviata la legge sulla diffusione dei defibrillatori che possono salvare vite umane

Rinviata la legge sulla diffusione dei defibrillatori che possono salvare vite umane

I defibrillatori sono strumenti essenziali che possono salve diverse vite umane, ma purtroppo l’elefantiaca burocrazia italiana sta rallentando l’approvazione della legge sull’uso e sulla diffusione di questi dispositivi. In realtà la legge c’è già ed è stata approvata alla Camera all’unanimità, ma giace immobile dal 2019 poiché non è ancora arrivato l’ok del MEF e del Ministero della Salute.

Si tratta del Ddl 1441 chiamato “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero”. La legge in pratica prevede la distribuzione e la diffusione dei DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) in determinati ambienti come mezzi pubblici, scuole, palestre, centri di attività sportiva, uffici e qualsiasi altro luogo dove possono risultare determinanti per salvare la vita.

Le cause del ritardo

L’ter burocratico per l’approvazione della legge sembrava essere a buon punto, fino a quando il MEF avrebbe richiesto ulteriori dettagli tecnici al Ministero della Salute. Dettagli che in realtà non sono mai stati comunicati, nonostante i tanti solleciti.

La situazione si è così arenata, aumentando i rischi e riducendo la possibilità di salvare vite umane. Il ritardo non sarebbe neanche attribuibile a motivazioni economiche. La legge non obbliga infatti, ma suggerisce caldamente la diffusione dei defibrillatori nelle Pubbliche Amministrazioni aperte al pubblico con più di 15 dipendenti.

Anche se con lentezza, qualcosa inizia però a muoversi. Con la nota n. 7144 del 25 marzo il Ministero dell’Istruzione ha infatti dato l’ok per l’erogazione delle risorse finanziarie destinate all’acquisto di defibrillatori nelle scuole. Se le scuole dovessero già essere in possesso di defibrillatori, tali fondi verrebbero reinvestiti in formazione per l’utilizzo dei dispositivi.

L’allarme delle associazioni del territorio: “Fate presto, coi defibrillatori possiamo salvare tante vite umane”

Le associazioni sul territorio invocano una maggiore celerità nell’approvazione della legge, che può salvare tante vite umane. Una di queste è il Progetto Vita, attiva nella città di Piacenza da oltre 20 anni ed impegnata nell’opera di sensibilizzazione sull’utilizzo dei defibrillatori. L’associazione vanta oggi 1.068 DAE installati in diversi punti sensibili della città e 57.000 volontari. Ad oggi sono 128 le persone salvate grazie all’intervento di pronto soccorso con i defibrillatori.

Daniela Aschieri, fondatrice del Progetto Vita, spiega che i defibrillatori sono fondamentali in caso di arresto cardiaco, soprattutto a causa del ritardo con il quale arrivano le ambulanze. In particolare questi dispositivi sono risultati vitali nei centri sportivi, dove è stato dimostrato che il defibrillatore è riuscito a salvare il 93% degli atleti.

Altra associazione molto attiva sul territorio è la Lorenzo Greco Onlus, intitolata ad uno sfortunato ragazzo 12enne di Torino morto per arresto cardiaco nel 2014. L’associazione ha installato oltre 500 defibrillatori in Piemonte, ma anche in Sicilia e Liguria, e porta avanti un’attività di formazione e di sensibilizzazione nelle scuole.

Le associazioni chiedono a viva voce l’approvazione della legge, presente ormai in 14 paesi europei, che può aumentare il numero di vite salvate in seguito ad arresto cardiaco fino al 30-40%. Una questione di salute ma anche una legge di civiltà. Quando si tratta di vite umane la burocrazia può essere tranquillamente accantonata, un insegnamento che si spera la politica capisca presto.

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