Lavorare come bagnino all’estero: un’intervista

Lavorare come bagnino all’estero: un’intervista

Lavorare come bagnino all’estero: un’intervista

Ancora oggi, nonostante sia stato scritto molto riguardo il così detto brevetto internazionale, si sente qualche Maestro di Salvamento F.I.N. (Federazione Italiana Nuoto) anche detta Federnuoto che insiste nel dire che il loro brevetto di “bagnino” essendo riconosciuto dalla ILS (International Lifesaving Federation) ha validità internazionale. A ruota poi Maestri di Salvamento di altre Federazioni come possono essere la F.I.S.A. (Federazione Italiana Salvamento Acquatico) o la SNS Genova (Società Nazionale di Salvamento di Genova) cercano di smascherare, senza esito, la cosa oppure rivendicano anch’essi l’internazionalità del loro brevetto in virtù della loro affiliazione a qualche altro ente internazionale. Chi alla fine ne paga le conseguenze è l’ignaro neo assistente bagnanti che una volta terminato il corso crede di avere tra le mani un passepartout che gli permetterà di lavorare in spiagge esotiche, purtroppo la realtà dei fatti è ben diversa! Nessun brevetto rilasciato in Italia sia esso FIN, detta anche Federnuoto, FISA o SNS Genova viene riconosciuto all’estero. Approfondirne i motivi non è interesse di questo intervento ma se qualcuno volesse approfondire il tema sul blog di Lifeguarditalia trova interessanti discussioni a questo link: http://www.lifeguarditalia.net/argomenti/brevetti/brevetto-internazionale/ .
Quello che vogliamo proporvi qui è l’esperienza diretta di un nostro associato che lavora all’estero ormai da diversi anni come assistente bagnante e non.

Lifeguard: ciao Giovanni, cosa fai nella vita che non si è ben capito ancora?

Giovanni: non l’ho bene capito neppure io ad essere sincero, credo qualcosa che spazi dal soccorso in acqua all’insegnare subacquea!

Lifeguard: da quanti anni sei assistente bagnanti?

Giovanni: nel 2003 la mia prima stagione.

Lifeguard: da quanti anni hai avuto esperienze all’estero?

Giovanni: ho iniziato la mia prima esperienza all’estero come lifeguard nel 2011 dove ho conseguito il brevetto come beach lifeguard della SLSGB (Surf Lifesaving Federation Great Britain) in Cornovaglia. Poi nel 2012 ho intrapreso la carriera di istruttore subacqueo che alterno con quella da assistente bagnanti. Per cui direi che sono circa sette anni che condivido esperienze all’estero.

Lifeguard: il brevetto che hai, italiano o inglese che sia, ti ha permesso direttamente di lavorare all’estero?

Giovanni: no. Nessuno dei brevetti in mio possesso mi ha permesso direttamente di lavorare, perché nessuno ti permette di mostrare la certificazione e dire: “ah ok benvenuto a bordo!”. Il brevetto italiano non mi è stato mai neanche preso in considerazione, quello inglese invece nei paesi del Commonwealth ha una certa valenza ma prima di essere eventualmente assunto ti fanno rifare le prove d’esame, anche se il brevetto lo hai preso ieri e chiedi di lavorare oggi. Per questo credo sia sbagliato dire che siano “brevetti internazionali”. Ma ho già ampiamente polemizzato la cosa quando, anni fa, ero Delegato Regionale per la FISA e mi scontravo con chi vendeva i brevetti spacciandoli per internazionali ignorando l’esperienza di molte persone che smentvano quanto promesso in sede di vendita del brevetto! Un brevetto veramente internazionale è il brevetto da istruttore sub PADI, è riconosciuto in tutto il mondo ed in tutti i continenti così come i brevetti che esso ti permette di rilasciare, e questo tutti lo possono confermare. Se vai in un centro di subacquea, PADI o non PADI e mostri il brevetto sub lo riconoscono, punto, senza bisogno di esami conversioni o altro.

Lifeguard: allora come fai a lavorare all’estero come assistente bagnanti?

Giovanni: io ho trovato diverse metodologie che fra l’alto ho consigliato in qualche video sulla vostra pagina. In genere le compagnie che gestiscono strutture o spiagge all’estero sono private o con sedi in Europa e richiedono che la persona abbia un curriculum come soccorritore o un brevetto di salvamento, per cui si lavora come assistenti bagnati per compagnie che operano in paesi dove non vi è una legge che stabilisca la presenza di un assistente bagnanti. In questo modo puoi trovarti a lavorare in spiaggia in un resort alle Maldive o in Tanzania senza avere un brevetto maldiviano o tanzano.

Lifeguard: è diverso lavorare all’estero come lifeguard?

Giovanni: ci sono paesi, come l’Inghilterra dove la figura dell’assistente bagnanti è un professionista rispettato, altri in cui la professione è inesistente salvo che nelle strutture turistiche, direi che è molto diverso rispetto all’Italia, gli ambienti sono diversi così come le mansioni sono diverse, fare il bagnino in spiaggia in torretta è una cosa, farlo come guida in canoa in una foresta di mangrovie è molto diverso.

Lifeguard: in quali paesi hai lavorato fino ad ora oltre che all’Italia?

Giovanni: Messico, Thailandia, Tanzania, Maldive, Inghilterra, Isole Canarie.

Lifeguard: ricordi un’esperienza particolare?

Giovanni: ce ne sono tante, ricordo però due in particolare la prima alle Maldive dove un cliente cinese stava par annegare con tanto di life jacket perché preso dal panico dell’acqua profonda, la seconda con degli italiani che sono riusciti a rompere la canoa su cui navigavano e sono quasi affondati nelle magrovie in Tanzania.

Lifeguard: si sono concluse bene?

Giovanni: fortunatamente si, nel primo caso eravamo in due guide con barca di appoggio per cui è bastato dare il rescue can al pericolate e scrollarsi di dosso la moglie che mi afferrò il collo da dietro! Credo sia stata la prima e unica volta fra l’altro che mi sia svincolato da una presa in tanti anni di servizio, fra l’altro senza kung fu come insegnato da tante didattiche, ma semplicemente immergendomi di 50 cm e la moglie ha lasciato la presa non appena ha sentito mancare l’appoggio. Poi messi entrambi sul rescue can li ho scortati in barca.

Nel secondo caso invece essendo i due spericolanti incapaci di nuotare abbiamo trasferito uno dei due su una canoa mentre l’altro lo abbiamo lasciato sulla canoa vicino ad una mangrovia affinché non scuffiasse, ovviamente la mia canoa di supporto e sonstegno. Le mangrovie possono nascondere delle insidie nonostante le acque calme, hanno spesso correnti di marea ed il fondale è melmoso con molti rami e tronchi nascosti, otre a ciò c’era il rischio che potesse andare in panico durante il trasporto per cui ho optato per attendere la barca che ci venisse a recuperare. Fortunatamente eravamo sul tratto navigabile e dopo venti minuti trascorsi a discutere di quanto è bella l’avventura siamo stati recuperati!

Lifeguard: hai un consiglio da dare a chi volesse lavorare all’estero come assistente bagnanti?

Giovanni: beh in primis imparare l’inglese è d’obbligo, poi ogni altra lingua oltre l’inglese è un’aggiunta. Poi non bisogna darsi per vinti, nel senso non ci si deve richiudere in limiti autoimposti, anche se il brevetto non è internazionale si può comunque rifare il corso nel paese in cui si vuole lavorare, imparando tecniche nuove e ampliano i propri orizzonti. Dopo l’esperienza inglese ad esempio se ben ricordate vi ho proposto le tecniche di soccorso sul traumatizzato che ancora oggi usiamo nei nostri corsi di specializzazione. Si può lavorare per compagnie europee all’estero, su navi da crociera o in resort. Ci sono possibilità basta non essere pigri e non avere paura di mettersi in gioco.

Lifeguard: tornerai ad insegnare in Italia?

Giovanni: non escludo la possibilità, al momento mi piace acquistare esperienza diversa e poi condividerla con voi. L’Italia ha un enorme potenziale come paese, basti pensare alla quantità di spiagge che abbiamo, tuttavia, il nostro mestiere di assistenti bagnanti stenta ancora ad essere una professione rispettata come dovrebbe. Sento però che c’è aria di cambiamento, sempre più assistenti bagnanti si stanno muovendo affinché la professionalità che questo mestiere merita venga riconosciuta. I social aiutano a creare coesione in tal senso, vi ringrazio anche per tutte le possibilità che mi date di condividere idee e talvolta critiche che muovo a “esperti” del settore!

Lifeguard: figurati, basta risse però!

Giovanni: certamente, sarò sempre più politically correct!

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