È facile utilizzare un defribillatore automatico?

È facile utilizzare un defribillatore automatico?

È facile utilizzare un defribillatore automatico?

Chiamare il 112 e farsi portare il defibrillatore. Questo suona come un mantra per chi ha fatto un corso di primo soccorso. Eppure, l’uso del defibrillatore, nonostante la sempre più capillare diffusione sul territorio, non è così scontato come sembra.
Il defibrillatore viene usato solo in una percentuale che va dal 2 al 5% PRIMA dell’arrivo dei soccorsi. Come mai?
Cercheremo di capirlo attraverso una traduzione e un riassunto delle ricerche pubblicate e consultabili in maniera integrale sul sito https://www.resuscitationjournal.com

Dire che ogni minuto è prezioso non potrebbe essere più azzeccato nell’emergenza. Durante l’arresto cardiaco extraospedaliero, la probabilità di sopravvivenza cala del 7-10% per ogni minuto senza intervento da parte dei presenti sulla scena. Al contrario invece, un intervento precoce da parte dei presenti con somministrazione di RCP (rianimazione cardiopolmonare), precedente all’arrivo dei soccorsi, aumenta di molto le probabilità di sopravvivenza del malcapitato. Una persona in arresto cardiaco extraospedaliero che venga trattata con il defibrillatore entro 3 minuti dall’avvenuto collasso, può avere un tasso di sopravvivenza del 70% rispetto ad una persona nello stesso stato in cui però nessuno interviene.
Questa è la ragione per cui i defibrillatori devono essere distribuiti in maniera capillare sul territorio e nelle zone ad alta affluenza di persone.

Nonostante ciò, l’impiego del defibrillatore prima dell’arrivo dei soccorsi avviene solo nel 2-5% dei casi. Le ragioni non sono del tutto chiare ma potrebbero essere imputabili a tre fattori: scarsa abilità nell’uso dello strumento, scarsa accessibilità allo strumento, chi presta soccorso non ha le conoscenze o fiducia nelle proiprie capacità d’intervento.

Cosa si può fare per far si che il defibrillatore venga usato precocemente nei casi di arresti cardiaci extraospedalieri?
Se escludiamo la situazione in cui un defibrillatore non è fisicamente presente nelle vicinanze, a cui quindi non possiamo porre diretto rimedio, le altre due rimanenti sono del tutto insite nella persona che si trova sulla scena dell’arresto.

Dipendono in poche parole da noi, dalla nostra conoscenza e dalle nostre abilità.  La buona notizia però è che si può cercare la stessa soluzione per entrambi i problemi. Come recita il nostro slogan: “La conoscenza è l’arma migliore contro la paura!”. Pertanto fare un corso per apprendere l’uso del defibrillatore unitamente ad un corso di primo soccorso aiuta sia ad sapere fare, che a gestire stress e ansia che, sicuramente, una situazione di emergenza porta con se. Ovviamente non c’è la garanzia che si diventi dei soccorritori esperti, ci vuole pratica e attitudine ma sicuramente, nel malaugurato caso ci si trovi di fronte ad una situazione critica, avere delle solide basi può davvero far la differenza tra un incidente ed una tragedia, per cui investire un po’ di tempo e denaro in tal senso potrebbe essere un’ottima idea che salva una vita.

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